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LA STORIA

Come è noto a molti il Governo Fascista, con le normative  sulle Associazioni segrete, mise fuori legge la Massoneria (anche se quest’ultima non fu mai esplicitamente citata) e mandò al confino il Gran Maestro del G.O.I., Avv. Domizio Torrigiani.

 Domizio Torrigiani fu eminente figura di massone, giacchè ,  pur essendosi rifugiato in un primo momento in Provenza, ritornò in Italia, per far fronte alle proprie responsabilità di Capo del Grande Oriente d’Italia, ben consapevole di quello che gli sarebbe accaduto. Morì il 31 agosto del 1932, nella  sua  casa  in  Toscana a  causa delle  sofferenze  patite durante la  prigionia.

Diverso fu il comportamento del G.M.  di Piazza del Gesù, Raoul Vittorio Palermi, che intrattenne con Mussolini una intensa corrispondenza. Il Gran Maestro Aggiunto Giovanni Metelli con  Decreto Magistrale sciolse tutte le Logge e le Camere del Rito Scozzese Antico Accettato, in obbedienza alla Legge sulle Associazioni segrete emanate  dal  Governo Fascista, ricostituendo poi la Massoneria come “Ordine Nazionale Italiano di Beneficenza e Cultura di San Giovanni di Scozia”

 

Negli anni 1945 e successivi, poiché molti ufficiali americani dell’esercito  liberatore  erano Massoni, si vennero a realizzare condizioni ambientali e temporali favorevoli, perché la Massoneria riemergesse  in Italia.

Fu così che molti Sovrani Grandi Ispettori Generali risvegliatisi dal sonno, diedero vita  a parecchie Obbedienze, Comunioni e Famiglie a diffusione soprattutto cittadina.

Con atto per Notar  Olindo De Vito di Roma, una cinquantina di Massoni ricostituirono la Massoneria Italianadi Rito Scozzese Antico ed Accettato in data 12-6-1948 con sede in Roma in Via della Mercede.

Questa fu la prima, più seria aggregazione del Rito Scozzese Antico ed Accettato, per cui si può dire che agli inizi degli anni '50 si erano ricostituite su basi nazionali le due tradizionali e storiche Famiglie Massoniche, che erano nate nel 1908, all'epoca dell'uscita di Saverio  Fera e dei "ferani" dal Grande Oriente d'Italia, che fino a quel momento era stata l'unica Obbedienza Massonica in Italia.

Saverio Fera ed i fratelli Massoni che lo  seguirono,  fondarono la Serenissima GranLoggia Nazionale Italiana degli Antichi  Liberi Accettati Muratori - Obbedienza di Piazza del Gesù, rifondata nel 1948, dopo la seconda Guerra mondiale, con l'atto per  Notar De Vito, di cui si è detto.

Fatte queste premesse cronologiche e geografiche, si può cominciare a tracciare la storia più antica della Serenissima Gran Loggia  Nazionale Italiana.

 

STORIA ANTICA E CRONACA PIU’ RECENTE

Negli anni tra il 1961 ed il 1962, la Serenissima GranLoggia  Nazionale Italiana era  guidata dal Fr. Tito Ceccherini,G.M. dell’Ordine. Per motivi che è inutile qui approfondire, il fr:. Tito Ceccherini si dimise dalla carica di G.M. ritirando però in seguito  le sue dimissioni. Tale richiesta  non fu accettata da un gruppo di Fratelli Emiliani e Toscani, ai quali si era unito il Fr. Vincenzo Milone, avvocato napoletano.

Fu  quindi eletto  Gran Maestro della Serenissima Gran Loggia  Nazionale Italiana il Fr. Giovanni Ghinazzi, bolognese, fissando  la sede dell’Obbedienza in Roma, Largo Argentina, Palazzo Vitelleschi.

Da quel momento si ebbero due “Serenissima Gran Loggia Nazionale Italiana”: quella di Ghinazzi e quella dei Fratelli legati al G.M. Tito Ceccherini.

 

La Serenissima Gran Loggia Nazionale di Ceccherini diffidò la Serenissima di Ghinazzi dall'adoperare l'aggettivo superlativo “Serenissima”  ed  avendo Tito Ceccherini, sul piano strettamente giuridico, ragione, Ghinazzi cancellò dalla intestazione dell'Obbedienza di Palazzo Vitelleschi la parola "Serenissima"  diventando  quindi Gran Loggia d’Italia.

Da quel momento si ebbero, oltre al Grande Oriente  d’Italia, la Serenissima GranLoggia Nazionale Italiana di  Tito  Ceccherini e la Gran Loggiad' Italia di Giovanni Ghinazzi.

Naturalmente, le vicende della Serenissima (già guidata dal Ceccherini) e della Gran Loggia (guidata dal Ghinazzi fino al suo passaggio all'Oriente Eterno) si svolsero separatamente e parallelamente.

Della vita della prima, è importante ricordare un evento notevole, quando, messa in grande evidenza dalla stampa, fu annunciata la riunificazione del Grande Oriente d’Italia (Palazzo Giustiniani) con la Serenissima Gran Loggia Nazionale Italiana di Rito Scozzese Antico ed Accettato e, quindi, la ricucitura dello "strappo" che durava  dal lontano 1908 e la ricostituzione di un'unica Massoneria Italiana; ma dopo pochissimo tempo, il "matrimonio" fallì, l'accordo fu revocato ed annullato e la S.G.L.N.I. che riprese la sua autonomia e la sua attività.

Dell' attività della seconda (la Gran Loggiad'Italia di Ghinazzi), occorre ricordare due eventi: l'ammissione delle donne nell'Ordine intorno  agli anni ’50 e, in un secondo momento, l'uscita dall'Obbedienza di quasi tutte le Logge all'Oriente di Napoli.

 

L’ENTRATA DELLE DONNE NELL’ORDINE MASSONICO

Le donne  sono  presenti in Massoneria sin dal secolo XVIII. Le “Logge d’Adozione “ furono la  prima forma di Massoneria mista con logge  composte da uomini e donne. Si  ha  traccia di Logge di Adozione anche in Italia, tra il 1700 ed 1800, soprattutto  nell’Italia meridionale.

Dopo un periodo di oscurantismo, la Massoneria con presenza di donne, rinacque, si presume nel 1864 a Napoli. Il suo  simbolo era il Partenone con due squadre e due compassi intrecciati.

Con Decreto del 15 Maggio 1864 il G.M. Giuseppe  Garibaldi comunica che saranno create  logge composte da Sorelle.

Si  ritiene  opportuno fare  un  cenno  sull’Ordine Massonico Misto ed Internazionale “Le Droit Humain “. Nel 1893, in  Francia, fu  fondata la  più  antica Massoneria  mista dalla sr:. Marie Deraismes e dal  fr:. Georges Martin, Obbedienza Massonica fedele all’archetipo di  antiche  tradizioni esoteriche in  cui  il  maschile ed  il  femminile hanno pari  dignità, accogliendo in  pieno i  pilastri  fondanti  della  Massoneria  moderna ; Libertà, Uguaglianza, Fratellanza.

“E come l’amicizia conduce alla Fratellanza tra  uomini e donne, così la Virtù, il  principio della Legge Morale, li  unisce sotto la  bandiera dell’Uguaglianza “ ( tratto dal discorso del Duca di Choiseul-Stainville, Dignitario del  Gran Oriente di Francia alla  fine  del 1700)

Di  contro in Inghilterra, quando i rappresentanti delle quattro Logge di Londra,si riunirono tutti insieme nella Taverna de “l'oca e la graticola” e costituirono la Gran Loggia Unita di Inghilterra, sancirono  l'esclusione delle donne dalla Libera Muratoria.

La Massoneria inglese vive così una profonda  contraddizione: non  facendo  differenza di razza, di religione, di credo politico e di censo, discriminando  ed  emarginando, invece,  “l’altra metà del Cielo “ .

La SerenissimaGranLoggia  Nazionale Italiana degli Antichi Liberi ed  Accettati Muratori  Or:. di Napoli, Palazzo  Sacramento, Istituzione Massonica Mista,  fedele alle tradizioni  iniziatiche  in  cui  sono  sovrani  il Sole e la  Luna, accoglie  nel  suo  seno, da decenni, l’Eterno Femminino Sacro, attraverso  la  presenza  delle donne.

 

USCITA DALLA GRAN LOGGIA D’ITALIA DI TUTTE LE OFFICINE DELL’ORIENTE NAPOLETANO

I fatti, che portarono all' uscita dalla Gran Loggia d'Italia di quasi tutte le Officine dell'Oriente napoletano furono i seguenti:

Nella Gran Loggia d'Italia vigeva statutariamente la norma che al compimento del 70° anno si decadeva da ogni carica.

Il fratello Giovanni  Ghinazzi per tutti gli anni decorsi era stato Gran Maestro nell'Ordine e Sovrano Gran Commendatore nel Rito, ma ciò era possibile solo per una  tacita intesa fra tutti i Maestri Venerabili; giacchè Ghinazzi, come Sovrano Gran Commendatore era ad vitam, mentre come Gran Maestro  dell'Ordine, veniva sistematicamente e plebiscitariamente riconfermato ogni triennio dalla Grande Assemblea riunita in Tornata Elettorale.

Così, Ordine e Rito, pur essendo due Corpi rigorosamente separati, come previsto dagli Statuti , venivano guidati dalla stessa persona,con l’accordo tacito dell’assemblea dei  Maestri Venerabili .

Quando Ghinazzi si avviava a compiere il 70° anno di età e, per Statuto, avrebbe dovuto abbandonare le cariche, detenute da tanti decenni per la benevola condiscendenza dei Maestri Venerabili, nell'ultima Grande Assemblea che precedette l'uscita dall'Obbedienza delle Logge Napoletane, alla consueta unanimità a favore di Ghinazzi, si sostituì per la prima volta una grossa spaccatura. Già da un po’ di tempo i Maestri Venerabili cominciavano a manifestare insofferenza per quelle  Grandi Assemblee dall'esito previsto e scontato.  Il Fratello Ghinazzi fu comunque  rieletto, ma con un numero di voti di poco superiore alla maggioranza. La restante parte dei voti era a sostegno del  Fratello Vincenzo Milone .

Da ciò si arguiva che alle successive elezioni, non potendosi presentare Ghinazzi per raggiunti limiti di età, sarebbe stato eletto Gran Maestro molto probabilmente il Fr. Milone.

Il G.M. Ghinazzi, per non abbandonare le cariche al compimento del 70° anno e sicuro che molti Maestri Venerabili non lo avrebbero più votato, istituì delle Commissioni di Studio (C.S.O.F.) che indicassero un sistema per eleggere un unico Fratello alla duplice carica di Gran Maestro  dell'Ordine e di Sovrano Gran Commendatore del  Rito, con abolizione -ovviamente- della preclusione del limite di età.

Le Commissioni dettero vita a  una Grande Assemblea allargata, nella quale i Maestri Venerabili, gli Ispettori Regionali ed i  Membri del Supremo Consiglio eleggevano un Fratello che, a qualunque età, diventava G.M.  dell'Ordine e S.G.C. del Rito.

Tutto ciò era una  commistione  tra Ordine e Rito che stravolgeva ogni tradizione ed annullava ogni regola,.

Questa commistione, che cambiava completamente la visione che l’antica Tradizione Massonica aveva individuato ed istituzionalizzato tra Ordine e Rito, fu aspramente ostacolata dal Fr. Vincenzo Milone e da molti Fratelli Napoletani, seguiti  da un nutrito numero di altri Fratelli di altre regioni massoniche.

Ghinazzi reagì togliendo la Delega Magistrale al Fr. Milone per le Regioni Campania e  Calabria ed i Fratelli napoletani, per solidarietà fraterna con lo stesso, uscirono con lui compatti dall'Obbedienza e costituirono una Unione Massonica Libera ed Indipendente, confluita poi nella Serenissima Gran Loggia Nazionale Italiana degli A.L.A.M., fissando la sede inizialmente  in Via Bernini e successivamente alla Riviera di Chiaia-Palazzo Diaz (Tempio inaugurato il 15 Febbraio 1992); e definitivamente dal  1995 in Via Salvator Rosa 287- Palazzo del Sacramento ove è tuttora.

Nei giorni 14 e 15 Febbraio 1987 a seguito di contatti tra il Fratello Enzo Milone ed alcuni Fratelli della Versilia, si tenne, una grossa Convention all'Hotel Versilia Holiday di Viareggio. Molti  fratelli di vari Orienti espressero la volontà di essere guidati da un Massone noto e carismatico, quale era il Fratello Enzo Milone.

Nel mese di Novembre 1988, venivano  inaugurati i Templi di Messina e di Catania. Era già attivo il Tempio di Palermo e di  Reggio Calabria.

Il Serenissimo Gran Maestro Fr. Vincenzo Milone , con suoi Decreti dell'11-11-1990, nominava Gran Maestro Aggiunto, il Fr. Tommaso Palumbo, già Grande Oratore; il Fr. Giuseppe Costa, già Grande Archivista veniva nominato Grande Oratore; il Fr. Giorgio Costantino già Grande Archivista Aggiunto, veniva nominato Grande Archivista; il Fr. Vittorio Milazzo già Gran Maestro Aggiunto, diventava Vicario.

Ricostituitosi e rafforzatosi l’Ordine, ormai presente su base nazionale, con Balaustra del 9 Ottobre 1991 veniva indetta allo Zenith di Roma per il 27-10-1991 una riunione di tutti gli Elettissimi e Potentissimi Fratelli Sovrani Grandi Ispettori Generali, Membri Effettivi ed Aggiunti del Supremo Consiglio d'Italia, sotto la Presidenza del Decano dei 33, Elettissimo e Potentissimo Fr. Pasquale Petrolillo; la riunione era da considerarsi preparatoria per la ripresa dei Lavori del Rito Scozzese Antico Accettato.

La riunione fu tenuta con pieno successo; fu stabilito un piano di lavoro, che fu pienamente realizzato, per cui, alla fine del 1992, si può affermare che anche il Rito era pienamente funzionante in tutte le Camere Superiori ed in tutte le sue articolazioni, sotto la  guida del Sovrano Gran Commendatore, l'Elettissimo e Potentissimo Fr. Pasquale Petrolillo.

Dal 1992, Ordine e Rito hanno regolarmente operato e prosperato, con la guida impareggiabile, nell'Ordine, del Fr. Vincenzo Milone e, nel Rito, del Fr. Aldo Damilano.

Il 30-4-1999, nell'unanime compianto, il Fr. Vincenzo Milone passò all'Oriente Eterno. Dopo gli onori funebri, il Fr. Luciano Grauso, unitamente ai Fratelli più rappresentativi della Comunione per anzianità e per carica, chiese udienza al Fr. Tommaso Palumbo per riconoscergli la piena legittimità di successione al Fr. Milone, essendone stato il Vicario per moltissimi anni. Il Fr. Tommaso Palumbo, dopo aver preso possesso del Gran Maglietto, senza attendere la scadenza del triennio (cadente nel dicembre del 2000), indisse fin da maggio 1999, la Grande Assemblea in Tornata Elettorale convocandola per il 4 e 5 Dicembre 1999, nella quale fu eletto Gran Maestro il Venerabilissimo e Potentissimo Fr. Luciano Grauso, che  ha guidato  la Serenissima GranLoggia Nazionale Italiana degli Antichi Liberi ed  Accettati Muratori sino al 2010.

Nel 2010 è  stato  eletto G.M. della Serenissima Gran Loggia Nazionale Italiana degli Antichi Liberi ed  Accettati Muratori, Gr:. Or:. di Napoli Palazzo  Sacramento, il  fr:. Luigi Bastiani.

Il fr:. Luigi Bastiani è  nato a Brescia il 13 Novembre del 1935 e, dopo  studi  classici, si è laureato in giurisprudenza all’Università di Modena il 10 Novembre del 1959 ed ha  intrapreso la professione  forense.

Il fr:. Luigi Bastiani è  stato  iniziato apprendista  Libero  Muratore nell’Aprile del 1978 ed  in  quanto Massone  bresciano, è  erede  spirituale di  una  grande  tradizione massonica  che  risale al ‘700.

Dal 2010 l’Elettissimo e Potentissimo  fr:. Luciano Grauso ricopre  la  carica di Sovrano Gran Commendatore del Rito S.A.A  

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